AGI - È morto Bruno Contrada, aveva 94 anni. Ex numero tre del Sisde negli anni più violenti della guerra di mafia a Palermo, è stato al centro di una vicenda giudiziaria controversa che ha diviso l'opinione pubblica in innocentisti e colpevolisti e che ha portato prima a una condanna a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa (Contrada scontò 8 anni della pena) e successivamente alla revoca della stessa condanna dopo un pronunciamento della Corte europea dei diritti umani (Cedu) e a un risarcimento per l'ex poliziotto.
Bruno Contrada è morto ieri sera poco prima di mezzanotte. Lo apprende l'AGI da fonti della famiglia. I funerali si terranno a Palermo lunedì alle 10.30 nella chiesa di San Tommaso D'Aquino. "Rimarrai sempre nei nostri cuori, nonno Bruno", hanno lasciato scritto i nipoti nel libro delle condoglianze, dove appongono le loro firme coloro che vanno a rendere omaggio a Contrada. Parenti e amici continuano a recarsi nella casa del super poliziotto che a settembre avrebbe compiuto 95 anni.
Il superpoliziotto tra condanne e misteri
Combattente fino alla fine, sospettato fin quasi agli ultimi giorni di vita. L'occasione più recente in cui si era parlato di Bruno Contrada, napoletano ma da mezzo secolo a Palermo era stata l'inchiesta sul depistaggio Piersanti Mattarella, nella quale era indagato l'ex prefetto Filippo Piritore, tornato libero nei giorni scorsi dopo una pronuncia della Cassazione sui suoi arresti domiciliari: era sparito il guanto usato dai killer dell'ex presidente della Regione siciliana e oggi Piritore è sotto accusa per aver cercato di sviare le indagini su questa storia.
Ma con chi aveva detto di aver parlato di quel misterioso guanto, Piritore, quando era un giovane funzionario della Squadra mobile? "Con Bruno Contrada", aveva risposto nel settembre e nell'ottobre 2024 ai pm di Palermo. Chiamato in causa - non sempre a proposito - per mille vicende, legate agli anni di piombo siciliani, i '70 e gli '80 in particolare, Contrada è morto comunque da uomo libero, dopo avere scontato otto anni tra carcere e arresti domiciliari. Sempre a inseguire le sue contraddizioni però, e quelle di un intero Paese nella lotta, spesso borderline, alla mafia.

